La Nuova Era

Il nuovo gdr liberamente ispirato alla mitologia Tolkeniana

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Elfi (Elfo, Elfa)
Bonus: Forza 7, Robustezza 6, Destrezza 8, Difesa 8, Saggezza 7, Percezioni 5.

1.Storia
Varda, Regina di Valar, creava le stelle e nel medesimo istanti gli elfi si svegliarono presso il lago Cuiviénen, nel profondo oriente della Terra di Mezzo. Poiché la prima cosa che videro furono le stelle, le adorarono. Poiché la prima cosa che udirono fu lo scorrere dell'acqua, il loro amore per essa non venne meno. Costruirono dunque la loro lingua e si chiamarono Quendi.
Erano gli albori dei tempi remoti ed Arda era ancora molto giovane. Gli elfi non sono creature dei Valar come potrebbero essere i nani e i kerek, rispettivamente plasmati da Aulë e Yavanna, bensì Primogeniti del pensiero di Eru, Iluvatar, Padre di tutto. Ebbene in quanto creature predilette di Iluvatar, i Valar li amarono e li trattarono con cura così come per l'intero Creato, di conseguenza Melkor, avversario di questi, fece di tutto per condurli su lidi nefasti, mosso dalla sua infinita invidia nei confronti di Eru.
Melkor li infestò sovente con spiriti maligni e degli elfi scomparsi si dice che siano stati catturati e trasformati in orchi.
Ma altri si interessavano agli elfi: Oromë, Cacciatore fra i Valar. Nonostante la diffidenza iniziale, gli elfi si aprirono ben presto a lui, guadagnandone stima ed affetto. Ed infatti, col suo consiglio, Manwë, Re dei Valar, decise di muovere guerra a Melkor, in difesa degli elfi. Al termine dello scontro, di tale violenza da rimodellare la Terra di Mezzo stessa, Oromë e i Valar chiesero agli elfi di raggiungerli nelle loro terre ad Ovest, oltre il mare. Già si erano distinte tre stirpi di elfi in quei tempi: Vanyar, Noldor e Teleri. Alcuni elfi accettarono, altri no, altri si fermarono durante il lungo viaggio da Est fino alle sponde occidentali. Così gli elfi si diffusero in molte parti della Terra di Mezzo differenziandosi ulteriormente a partire dalle tre stirpi principali. Ne sono esempio i Sindar, i Nandor e i Falathrim, entrambi sviluppatisi dal ceppo dei Teleri.
Melkor non aveva però terminato di causare problemi: uscito dalla sua prigione iniziò a raccontare menzogne ed ad insediare un germe maligno all'interno degli elfi più orgogliosi e sanguigni, i Noldor, ben più facilmente influenzabili dei pii Vanyar o dei laboriosi e più semplici Teleri.
Fëanor convinse i Noldor, ovvero la stirpe di Finwë, alla rottura coi Valar. Con un viaggio denso di tradimenti, morte e inganni i Noldor entravano nell'esilio che li avrebbe riportati ad Est, nella Terra di Mezzo.
Nel Beleriand, dove i Noldor sbarcarono, si consumarono cinque grandi guerra contro Morgoth, che quasi provocarono l'estinzione stessa della razza elfica. Questi scontri diedero inizio alla Prima Era e si protrassero per quasi cinquecento anni.
Ma Eärendil mezzelfo riuscì, con un viaggio miracoloso, a raggiungere i Valar ad Ovest, invocando il loro perdono e ottenedolo. Di nuovo i Valar scesero nella Terra di Mezzo, liberando il Beleriand. E di nuovo offrirono agli elfi di tornare con loro ad Ovest: molti accettarono, ma altri, di nuovo, rimasero indietro.
Sebbene Morgoth avesse abbandonato il Piano Materiale, il suo più grande servitore, Sauron, rimaneva una minaccia costante. Gli elfi lo combatterono per tutto il corso della Seconda e della Terza Era, assistendo intanto allo sviluppo della stirpe mortale, degli uomini. Questi erano i secondogeniti di Iluvatar, con i quali strinsero un'importante e decisiva alleanza alla fine della Seconda Era per sconfiggere Sauron passata alla storia con il nome di "Ultima Alleanza". Al termine della Terza Era Sauron fu definitivamente sconfitto nella Guerra dell'Anello: molti elfi lasciarono per l'ennesima volta la Terra di Mezzo, muovendo verso Ovest, verso la Beata Aman, patria dei Valar.
La storia ci insegna però che un presagio risvegliò a Valinor la preoccupazione dei Valar verso Endor, la Terra di Mezzo. Una separazione pacifica questa volta avvenne nelle aule sacre di Aman, per la quale tutti gli elfi, Calaquendi o Moriquendi che fossero, potessero tornare indietro nella Terra di Mezzo, dove già la Quarta Era iniziava e ancora i Regni Elfici di Lothlorien e di Eryn Lasgalen non erano del tutto scomparsi...
Descrizione fisica

Gli elfi sono solitamente poco più bassi degli uomini e indubbiamente più belli. Sia i maschi che le femmine raggiungono la stessa altezza e hanno pressocché la medesima struttura fisica, tanto da far confondere, in apparenza, elfi ed elfe.
I corpi degli elfi sono tonici e slanciati, anche perché lo sviluppo della loro muscolatura non avviene per peso ma per quantità di fibre muscolari.
Un elfo è però più fragile di un essere umano, meno resistente per quanto riguarda il confronto fisico e possiede una soglia del dolore più bassa. Questo fondamentalmente perché un elfo non possiede la stessa attaccatura che un uomo mortale possa avere nei confronti della propria vita, in quanto quella elfica è immortale e non conosce il valore del tempo.
Gli elfi hanno orecchie leggermente a punta e dalla forma simile a una foglia; questa caratteristica non è però marcatissima, dal momento che vi sono episodi di elfi scambiati per uomini.
I capelli degli elfi sono tendezialmente molto scuri (castano scuro, se non neri) o molto chiari (capelli d'argento e d'oro, nonché di sfumature simili al platino).
Gli elfi hanno occhi tendenzialmente grigi, sebbene sia possibile trovare elfi con gli occhi azzurri o di un qualsiasi altro colore comune agli esseri umani.
Le variazioni del colore degli occhi e dei capelli sono indissolubilmente legate all'appartenenza ad una determinata discendenza elfica (Stirpe).
Come accennato in precedenza, gli elfi sono immortali: non possono morire né di vecchiaia né di malattia. Le ferite possono però uccidere un elfo così come un grande dolore spirituale (un lutto particolarmente grave, per esempio).
Una volta morti il loro spirito va ad Ovest, nelle aule del Vala Namo (Mandos) dove verrà poi giudicato e probabilmente reincarnato in un nuovo corpo avente lo stesso nome del defunto.

2.Descrizione
Gli elfi si dividono in numerose stirpi raggruppate generalmente in due gruppi di elfi: i Calaquendi ed i Moriquendi, ossia "elfi della luce" ed "elfi dell'oscurità".
I primi sono composti da tutti gli elfi che videro la luce di Laurelin e Telpërion, i 2 Alberi sacri coltivati da Yavanna per illuminare Aman nei Tempi Remoti. Le stirpi Calaquendi sono i Vanyar, i Noldor e i Teleri (in parte). L'unico elfo Calaquendë (singolare di Calaquendi) al di fuori di queste tre stirpi fu il grande Re dei Sindar Elwë Singollo, chiamato anche Elu Thingol del Doriath, i quali occhi si posarono sulla meravigliosa luce degli Alberi prima che la sua stirpe di staccasse definitivamente da quella Teleri. Proprio per questo molti Sindar rifiutano l'appellativo di Moriquendi definendo sé stessi "elfi del crepuscolo", a metà via fra la luce e l'oscurità.

I Vanyar: il loro nome significa "i Chiari", sono eternamente bagnati dalla luce degli Alberi di Valinor e vengono considerati come i più belli, i più sensibili e i più religiosi fra gli elfi. Presentano sempre una capigliatura che varia dal biondo, al bianco e all'argento-platino e occhi esclusivamente chiari (grigi, verdi o azzurri). Sono i prediletti di Manwë, Signore dei Valar, e con tutti i Valar dimorano nella beata città di Valmar nella Terra Immortale di Aman, al di là del Grande Mare. Pochissimi di loro sono venuti nella Terra di Mezzo, e quelli che l'hanno fatto sono stati spinti dalla volontà di epurare Endor dall'Oscuro Nemico alla fine della Prima Era. Parteciparono infatti in gran numero alla Guerra d'Ira, facendo così capitolare Angband e mettendo fine al dominio di Morgoth, dei draghi e dei temibili Balrog. Il loro Re Supremo Ingwë è considerato all'unanimità come Re Supremo da parte di tutti gli elfi, anche non Vanyar.

I Noldor: il loro nome significa "i Profondi", sono elfi dal temperamento riflessivo e cupo, i più intelligenti e geniali fra tutti, ma anche i più orgogliosi e sprezzanti. Presentano sempre una capigliatura scura, spesso castana, mora o addirittura, in casi veramente esclusivi, fulva (solo la discendenza di Maedhros l'Alto, il primo figlio di Fëanor, aveva i capelli di un rosso acceso) e occhi molto spesso verdi. La linea nobile dei Noldor è tuttavia caratterizzata da numerosi esponenti con capigliature dorate a causa dell'unione in seconde nozze di Finwë (Primo Re Supremo dei Noldor) e Indis (figlia o nipote di Ingwë), genitori dei due fratelli Noldor/Vanyar Fingolfin e Finarfin (attuale Re Supremo dei Noldor residente nelle Terre Beate di Aman). Sono i prediletti da Aulë poiché sono grandi fabbri e ingegnosi fabbricanti di gioielli (basti ricordare la creazione dei 3 Silmaril da parte di Fëanor). Molti di loro, sotto la guida di Fëanor, si autoesiliarono nella Terra di Mezzo per poter combattere Morgoth e recuperare i Silmarilli da lui rubati, dando così inizio alla Prima Era. La loro presenza nella Terra di Mezzo, dopo la dipartita dei loro Regni nel Beleriand, è concentrata nelle terre di Lothlorien.

I Teleri (Lindar): il loro nome significa "gli Ultimi", coniato per disprezzo da parte dei Vanyar e dei Noldor in quanto essi furono l'ultima grande stirpe a giungere in Aman dopo il Grande Viaggio. Sono la stirpe in assoluto più numerosa e multiforme e fra di loro si chiamavano Lindar, ossia "i Cantori". Sono considerati Teleri Calaquendi solo coloro che riuscirono a partire dalle coste della Terra di Mezzo ed arrivare prima a Tol Eressea, quindi finalmente ad Aman, dove fondarono la bellissima città portuale di Alqualondë, "il porto dei cigni". I Teleri non hanno caratteristiche fisiche peculiari, le loro capigliature sono spesso bionde, argentate o castane, e possiedono occhi chiari o scuri indifferentemente. Ciò che li accomuna veramente è il loro smisurato amore per il Mare e per la navigazione, oltre che per adorare i gabbiani delle coste. Un Teleri che viva lontano dal Mare ne sentirà in maniera pesante la nostalgia. Sono i prediletti dal Vala marino Ulmo e dal Maia Ossë e la loro presenza nella Terra di Mezzo è concentrata nei Mithlond, Eriador occidentale.

I Moriquendi, al contrario, sono gli elfi che non hanno partecipato al Grande Viaggio verso l'Occidente, o si sono smarriti nell'intraprenderlo e di conseguenza non hanno potuto ammirare la luce degli Alberi prima che Ungoliant e Morgoth li prosciugassero. La principale stirpe Moriquendi è quella dei Sindar, ma vi sono numerose discendenze Moriquendi derivate dai Teleri che si sono confuse e spesso amalgamate alla stessa stirpe Teleri.


I Sindar: il loro significa "i Grigi" in virtù della decisione di non proseguire il Viaggio per cercare il loro signore, Elwë Singollo ("Mantogrigio") che si era perduto nella vasta foresta del Doriath, nel Beleriand. Egli in realtà fu colpito dalla visione della meravigliosa Melian, una Maia di Aman, della quale si innamorò perdutamente ed ebbe come figlia la più meravigliosa di tutte le creature di Arda: Luthién Tinuviel, l'Usignolo, per metà elfa e metà divinità. Essi non differiscono molto dai Teleri di Alqualondë in quanto aspetto fisico, sebbene nei loro occhi non vi sia la luce dei due Alberi. A differenza degli elfi Silvani, i Sindar credono nella legge e tengono in solenne rispetto la gerarchia reale dei discendenti di Elwë, spostatasi dal Doriath ad Eryn Lasgalen (Bosco Atro). Sono i migliori arcieri fra tutti gli elfi e godono della protezione del Vala Oromë, signore delle selve e della caccia. La loro presenza è concentrata nell'Eryn Lasgalen.

I Nandor: sono gli "elfi Silvani", devotissimi alla Natura e alla dea Yavanna, chiamata da loro Kementari. Sono i più caotici fra gli elfi, dal temperamento vivace e ardito, strenui difensori della loro terra. Presentano caratteristiche fisiche simili ai Sindar, anche se vi è qualche caso di elfo Nandor dalla capigliatura rossa, in particolar modo i figli del loro primo sovrano Lenwë. I Nandor si staccano definitivamente dai Teleri quando alcuni di essi, rifiutandosi di oltrepassare le Montagne Nebbiose, si stanziarono definitivamente sotto la guida di Lenwë e costituirono un popolo a sé stante. In epoche successive a loro si unirono Avari e qualche Sindar. Tra la fine della Terza Era e l'inizio della Quarta, alcuni degli elfi Silvani del Bosco Atro andarono, col figlio del loro re Thranduil, l'elfo Sindar Legolas, a dimorare nell'Ithilien, per aiutare Re Elessar di Gondor e Arnor nella ricostruzione di quella contrada. Attualmente la maggior parte di loro abita nell'Eryn Lasgalen.

I Laiquendi: il loro nome significa "gli elfi Verdi" e derivano da una diversificazione ulteriore degli elfi Silvani. Infatti, negli anni successivi alla separazione di Teleri e Nandor, il figlio di Lenwë, Denethor, riprese il cammino verso Ovest, e prima che nascesse la Luna condusse una parte dei Nandor nel Beleriand, dove si stabilirono nell'Ossiriand. Caratteristica di questo popolo è l'amore per l'acqua ed il vivere presso cascate e torrenti; maggiore di quella di tutti i loro simili è la loro conoscenza di erbe ed animali.

I Falathrim il loro nome significa "popolo delle Falas" e non differiscono praticamente per nulla dai Lindar in quanto ad aspetto fisico. I Teleri che avevano proseguito la marcia erano guidati da Olwë, il fratello di Elwë che divenne poi loro signore in Valinor. In attesa di poter passare il mare, dimorarono presso le Bocche del Sirion, dove il Maia Ossë e la sua sposa Uinen vennero sovente ad incontrarli ed ammestrarli. Ma Ossë persuase alcuni dei Teleri a rimanere presso di lui ad est del grande mare: questi costruirono i porti di Brithombar e di Eglarest e furono detti Falathrim. Círdan il Carpentiere fu loro signore e furono i primi a costruire navi. Coloro che partirono, per raggiungere Valinor ebbero in dono da Ossë cigni bianchi che trainassero le navi che egli aveva loro insegnato a costruire.

Un'importante distinzione fra Calaquendi e Moriquendi è il diverso linguaggio elfico parlato: mentre i primi ancora utilizzano l'antichissimo Quenya, i secondi preferiscono parlare il Sindarin anche se ultimamente nella Quarta Era, moltissimi Calaquendi hanno preferito rompere la barriera linguistica con i parirazza e adottare il Sindarin come lingua franca.
Esistono altri elfi Moriquendi di cui ormai non si ha più notizia: sono i cosiddetti Avari, elfi che non solo non videro la luce degli Alberi di Valinor, bensì oltraggiarono e si rifiutarono di seguire dal principio il Vala Oromë. Erano inizialmente di stirpe Teleri. Essi sono probabilmente andati dispersi o ciò che rimane della loro stirpe si può solo osservare nella progenie orchesca di Mordor, giacché molti di questi furono catturati e resi orribili servi dell'oscurità da parte dell'invidioso Morgoth.
Personalità

La longevità degli elfi influisce in moltissimi aspetti del loro carattere. Gli elfi raramente stringono amicizie con membri delle altre razze, poiché consci della breve durata della loro esistenza; per questo motivo gli elfi appaiono distanti e fortemente chiusi all'interno delle loro comunità. Gli elfi sono pazienti, mai avventati. E' inoltre molto difficile vedere un elfo irato, per provocazione o per giusta causa; lo scontro è sempre l'ultima alternativa ed è sempre incredibilmente ponderato. Gli elfi vivono in armonia con la natura, senza cercare di controllarla, dominarla o solo mutarla: hanno visto, almeno in parte, dispiegarsi l'operato della natura e sono altresì consci dell'enorme mole di tempo necessaria per riparare ai danni che ad esso vengono portati. Gli elfi adorano inoltre le stelle, la luna (la loro nascita è fortemente legata a questi due elementi; inoltre essi sono immortali e stabili più degli elfi stessi) e il mare. Infine, gli elfi apprezzano moltissimo ogni forma della conoscenza e dell'arte, dai libri, alla poesia, al canto, alla musica.
Gli elfi si sposano giovani e per amore. L'adulterio è impensabile, al punto che un elfo si sposerà una sola volta in tutta la sua esistenza. Per il fortissimo valore che ha il matrimonio, il sesso fuori o prima di esso è una contraddizione che non si manifesterà mai. Questo non vuol dire che gli elfi vivano l'atto in maniera negativa: esso ha un grandissimo e intimissimo valore, poiché porta alla nascita. La libido, però si consuma piuttosto velocemente e gli elfi sono più portati ad indulgere nelle loro principali distrazioni (arte, contemplazione della natura e via dicendo); ciononostante, la coppia ricorderà sempre con felicità il momento dell'unione volto a far nascere e poi crescere i bambini. Gli elfi hanno pochissimi figli, di norma (uno o due, notevolmente distanziati l'uno dall'altro) sebbene in passato abbiamo memoria di famiglie elfiche con numerosi figli, come quella del Re Noldor Fëanor avente ben 7 eredi.
Gli elfi hanno figli nei primi momenti di matrimonio, quando i coniugi sono ancora piuttosto giovani per gli standard elfici.
Maschi e femmine degli elfi fanno quasi tutto come eguali; c'è da dire, però, che sono più spesso le donne a specializzarsi nell'arte della guarigione e gli uomini in quella della guerra, poiché si ritiene che saper togliere una vita mini in qualche modo la capacità di restituirla o migliorarla. Questa, in ogni caso, non è la regola e vi sono numerose eccezioni.
Come accennato prima, gli elfi non hanno la percezione del tempo. Questo soprattutto è dovuto alla mancanza della loro dimora ancestrale a Valinor, in Aman. Risultato di questa condizione è una malinconia persistente in ogni esponente della razza elfica, che si traduce in apatia verso lo scontro, eccessiva diffidenza verso le altre razze e morale molto inferiore alla media.

3.Bonus è Malus

4.Relazione Altre Razze
li elfi hanno gravi difficoltà a legare con membri di quelle che chiamano le "razze effimere": data la loro lunga vita, legare profondamente con un individuo di un'altra razza vorrebbe dire andare incontro certamente a un grande dolore, insanabile. Gli elfi hanno inoltre molte riserve circa il comportamento distruttivo delle altre razze: gli elfi rispettano la vita in ogni suo aspetto e ritengono la natura la massima espressione d'essa; le altre razze, tendenzialmente, sono intente in guerre o ad espansioni che violentano l'ambiente circostante.

Umani: gli elfi in qualche modo ammirano i mortali, data la quantità enorme di cose che essi riescano a fare in un arco di vita tanto limitato. Gli elfi ritengono però che tale arco di tempo è insufficiente per raggiungere una vera saggezza e guardano per questo con preoccupazione alla costante ricerca di potere e gratificazione materiale degli uomini. Si può riassumere dicendo che i sentimenti degli elfi nei confronti degli umani hanno due estremi: affetuosa compassione da una parte, timore dall'altra. Vi sono state unioni di elfi e umani in passato, ma man mano che le Ere avanzavano, questa attrazione reciproca a livello fisico si è assottigliata. Tuttavia sono noti ancora alcuni casi, terminati tuttavia in fretta dal punto di vista elfico, non tanto per l'incompatibilità delle due razze, ma per l'eccessiva brevità della vita della parte umana.

Nani: gli elfi nutrono un grande rispetto per i nani, considerandoli un popolo dalle grandi tradizioni. Si sono legati più e più volte a loro attraverso scambi commerciali. Gli elfi rimangono però disturbati dalla manipolazione frequente, violenta e massiccia della natura operata dai nani. Sono inoltre completamente spiazzati dalla preferenza dei nani per grotte e miniere piuttosto che per gli ambienti più cari alla razza elfica. Il carattere burbero dei nani e l'atteggiamento distaccato degli elfi provoca spesso incomprensioni e incidenti diplomatici. Questi malintesi sono solitamente appianati dalla rievocazione del rapporto che intercorreva tra Legolas figlio di Thranduil e Gimli figlio di Glòin, alla fine della Terza Era.

Orchi: gli elfi non hanno alcun rapporto con gli orchi. I motivi sono molti: gli orchi sono da sempre legati all'Oscuro, sono brutali, rozzi, corrotti e adorano la distruzione almeno quanto gli elfi amino la preservazione. In sostanza orchi ed elfi sono l'uno l'antitesi dell'altro; forse, però, nel profondo dell'animo degli elfi v'è una punta di tristezza in tanto odio: difatti gli elfi più antichi e saggi si rendono conto di come gli avi degli orchi fossero dopotutto elfi rapiti e corrotti con la brutale forza di Morgoth.
Il comportamento degli orchi, però, lascia poco tempo anche a un elfo per darsi risposte a queste domande che non siano di aperta opposizione.

Uruk-hai: gli elfi sono l'unica razza che forse si rende conto della genesi completamente abnorme e scellerata degli uruk-hai. Diversamente dagli orchi, gli uruk-hai in passato furono semplicemente fango e non elfi mutilati e torturati. Dunque è facile pensare che un elfo non riesca nemmeno a concepire l'abominia fusione di Goblin, orchi e Uomini in un'unica entità votata all'obbedienza e alla distruzione, quali sono gli uruk-hai. Sebbene queste creature non abbiano una volontà completamente autonoma, gli elfi sono influenzati dagli eventi della Terza Era per i quali gli uruk-hai portarono devastazione e distruzione al servizio del potente Saruman-Curunir, considerandoli quindi non solo una violenza alla natura, ma nemici prescelti.

Hobbit: dai tempi di Bilbo, gli hobbit sono forse la razza con la quale gli elfi hanno un rapporto migliore. Hanno in comune l'amore per il canto, la poesia e specialmente per la natura; gli hobbit, inoltre, desiderano apprendere leggende ed enigmi sempre nuovi: gli elfi, con la loro sterminata memoria e la grande gioia e abilità nel cantare e narrare storie, sono la soluzione perfetta a tale desiderio.

Mezzelfi: gli elfi non possiedono pregiudizi verso i loro simili, tant'è che un mezzelfo cresciuto in un Regno elfico posside gli stessi diritti e doveri di un qualunque altro elfo. Nonostante le poche differenze, un elfo è in grado di distinguere immediatamente un mezzelfo, anche se dopo anni e anni di residenza in un Regno elfico. Sono incuriositi dal loro comportamento molto più adattabile e diplomatico nei confronti delle altre razze, arrivando persino a definirli imprudenti e istintivi.