La Nuova Era

Il nuovo gdr liberamente ispirato alla mitologia Tolkeniana

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Eldarion Responsabile
Umani (Umano, Umana)
Bonus: Forza 6, Robustezza 6, Destrezza 5, Difesa 5, Saggezza 5, Percezioni 0.

1.Storia
Gli Uomini, anche detti Atani, sono definiti i Secondogeniti, in quanto i secondi venuti dopo i Primogeniti, gli Elfi. I componenti delle due razze sono considerati i Figli di Ilúvatar, il Sommo e l'Uno. Agli Uomini Ilúvatar concesse il proprio dono più grande e misterioso: un destino mortale. Come dal Sommo fu decretato, gli Uomini si risvegliarono e presero a camminare nell'estremo oriente della Terra di Mezzo secoli dopo la venuta degli Elfi, con il sorgere del sole.

Prima Era
Inizialmente gli Uomini vagarono nelle terre all'estremo oriente, organizzandosi in gruppi e clan che si diramarono verso nord, sud e soprattutto ovest. Un folto gruppo si diresse verso occidente, percorrendo leghe e leghe per anni sino a raggiungere il Beleriand, la contrada più ad ovest della Terra di Mezzo, nella quale si erano insediati gli Alti Elfi. Erano costoro i cosiddetti Edain, gli Amici degli Elfi, che giunsero in tre grandi casate ciascuna guidata da un capostipite. L'amicizia con gli Elfi nacque gradualmente, finché gli Edain non vennero accolti entro le terre elfiche, come amici ed alleati nella lotta contro Morgoth, il Signore Oscuro. Oltre agli Edain, giunsero poi altri gruppi di Uomini detti Orientali sino al Beleriand, in particolari genti dalle quali discesero poi i ceppi dei Lossoth e degli Esterling, stirpi umane accomunate da alcuni tratti somatici. Nei secoli del loro insediamento, gli Uomini proliferarono, alcuni di loro fortemente in amicizia con gli Elfi, tanto che in casi eccezionali si ebbero unioni tra le due razze. Molti poi combatterono affiancando gli Elfi nel proteggerne le terre dalle schiere di Morgoth. Non mancarono vittorie e sconfitte, dolori e raggiri da parte del Signore Oscuro che seppe bene sfruttare la debolezza umana nel manipolarla a proprio vantaggio, arrecando danni e generando problemi d'ogni sorta. Persino alcuni Orientali tradirono i loro simili e gli Elfi, voltando loro le spalle per combattere unendosi a Morgoth. La storia del Beleriand attraversa secoli di vicende ed episodi, culminanti con la sua rovina e lo sprofondare sotto le acque di questa ampia contrada, sancendo l'inizio della Seconda Era.

Seconda Era
Al termine della Prima Era, i Valar (gli Dei) fecero emergere una terra nel mare, originando l'isola di Númenor. Essa fu concepita come terra da donare alle casate degli Edain che sino all'ultimo furono fedeli agli Elfi ed alla causa contro lo sconfitto e caduto Morgoth. Coloro i quali si trasferirono su quest'isola divennero noti come i Dúnedain, un popolo che prosperò, godendo dell'amicizia degli Elfi e della benevolenza degli eventi, sviluppando una civiltà florida, colta e di navigatori. Molti però furono gli Uomini che non andarono a Númenor ed essi migrarono nelle terre ad oriente del Beleriand. Alcuni rimasero prossimi ad esso e alle baie nordiche, noti come i Lossoth. Altri fuggirono ad oriente, soprattutto coloro i quali avevano tradito gli Elfi e gli Edain, dando luogo alle tribù di Esterling. Non mancarono poi numerosi Edain che si stanziarono nelle più disparate contrade della Terra di Mezzo, mescolandosi con altre genti e sviluppando destini e culture proprie che sfociarono in ulteriori stirpi di Uomini, senza recarsi sull'isola di Númenor. Al sud invece i deserti dell'Harad erano dominati da tribù di Uomini dalla pelle scura, gli Haradrim.
Ora, sebbene Morgoth fosse stato sconfitto al termine della Prima Era, per la Terra di Mezzo ancora si aggiravano Orchi e aberrazioni del Nemico. Soprattutto, Sauron, il Maiar più potente al servizio di Morgoth, si insediò nella terra di Mordor prendendo ad architettare piani di dominio. Egli forte delle proprie arti oscure assoggettò a sé gli Orchi e l'ombra di Mordor sin da allora fu lesta ad avvolgere anche le genti dell'Harad e quelle del Rhûn, l'ampia regione orientale in cui si erano stanziati gli Esterling. Mosse guerra a numerose lande e genti, dando vita agli Anni Bui in cui esercitò il proprio dominio come tenebroso Signore su quasi tutta la Terra di Mezzo, escluse alcune contrade custodite ancora dagli Elfi. Non furono pochi gli Uomini bradi che presero ad adorarlo ed idolatrarlo, temendo il suo potere e vivendo in tempi bui e oscuri nei quali molti semi maligni furono piantati in alcune stirpi di Uomini.
Fu in quel tempo che dall'isola di Númenor, i Dúnedain iniziarono a far vela verso la Terra di Mezzo, esplorandone i lidi e le coste. Ben presto, iniziarono a fondare porti e punti di attracco per le loro navi che negli anni mutarono in vere e proprie colonie ed avamposti. Fu inevitabile il loro venirsi a scontrare con Sauron e le sue orde. In occasione di questa guerra, Sauron medesimo decise di arrendersi ed offrirsi come prigioniero del Re di Númenor, Ar-Pharazôn. Questi lo fece condurre sino all'isola dei Dúnedain, fiero e orgoglioso della propria apparente vittoria. In realtà, Sauron non impiegò molto per approfittare dei propri doni e della propria magia, per sedurre mano a mano la mente del Re e dei Dúnedain. Col tempo, da prigioniero divenne una sorta di consigliere, apprezzato e rispettato per le sue conoscenze, nonché udito e riverito sino ad infatuare i Dúnedain con le proprie parole. Egli giunse a fare sorgere astio verso gli Elfi ed i Valar, a istigare in loro la brama di potere e la volontà di riscattarsi dalla morte. Riuscì persino a fare erigere un tempio a Morgoth sull'isola. L'apogeo della rovina fu il persuadere Ar-Pharazôn ad attaccare Valinor, la terra dei Valar ubicata ad ovest del mare. Il re allestì una potente flotta e molti lo seguirono sebbene i Valar avessero posto esplicito divieto di far vela verso occidente e le terre di Valinor. Non tutti salparono però. Alcuni furono fedeli alle loro origini, all'amicizia con gli Elfi e al rispetto del monito dei Valar. Erano costoro i seguaci di Elendil, cugino del re. Questi salpò con i propri figli e i Fedeli verso la Terra di Mezzo, invece che unirsi alla rotta verso l'Ovest e alla follia di Ar-Pharazôn indotta da Sauron. L'esito dell'assalto a Valinor fu disastroso: il mare si aprì inghiottendo l'intera flotta e Númenor venne inabissata per sempre. Quanto a Sauron, il suo spirito riuscì a fare ritorno nella Terra di Mezzo, dopo avere contribuito alla distruzione di Númenor, ritornando a Mordor.

Terza Era
La Seconda Era si concluse con l'inabissamento di Númenor, mentre la Terza sorse con la fondazione dei reami in esilio nella Terra di Mezzo. Erano questi i regni di Arnor e Gondor, originati dai Dúnedain che guidati da Elendil si rifiutarono di levare guerra ai Valar, navigando verso la Terra di Mezzo. Si trattò di un'era bellicosa e dagli svariati periodi, vedendo prima il sorgere e poi il rafforzarsi dei due Reami Dúnedain. Sauron però non dormiva, né i suoi intenti di dominio erano tramontati. Per secoli egli e le sue forze mossero guerra tanto ad Arnor quanto a Gondor. Arnor fu destinato a soccombere. Quanto a Gondor, resistette, quantunque trascorse un lungo periodo di declino.
Esistevano poi altre genti anche. Il Rhûn rimaneva sempre popolato dagli Esterling. Quanto all'Harad, in esso giunsero anche i Númenoreani Neri ed i Corsari a rinfoltire le fila degli Haradrim. Númenoreani Neri e Corsari erano discendenti di Dunedain, che però si unirono a Sauron, a seguito gli uni dell'attrazione per le arti oscure, gli altri per guerre intestine a Gondor che li fecero abbandonare il regno per unirsi agli Haradrim e divenirne nemici. Nei pressi di Erebor, la Montagna Solitaria, vivevano le genti della Valle, perlopiù mescolatesi a degli Edain giunti al termine della Prima Era. Presto comparvero anche sulla scena gli Eorlingas, un popolo bellicoso di abili cavalieri che emigrò dal nord per stanziarsi nella terra oggi conosciuta come Rohan, giungendo in soccorso di Gondor in una guerra contro gli Esterling. Essi ebbero di che aiutare Gondor ma anche da difendersi contro le vicine popolazioni del Dunland, i Dunlandiani, con cui coltivarono una forte inimicizia. Nelle foreste dei monti a ridosso tra Rohan e Gondor vivevano poi genti rozze e primitive, menzionati come Druedain, mentre a nord, tra le fronde del Bosco Atro e le Valli dell'Anduin vivevano alcuni Uomini in grado di trasformarsi in orsi, i Beorniani.
Nel corso dei secoli si susseguirono vari eventi e battaglie, sino alla Guerra dell'Anello, che vide i Popoli Liberi in lotta contro Sauron e Mordor. Guerra che si concluse con la vittoria degli Uomini e dei loro alleati, sancendo la fine della Terza Era.

Quarta Era
La Quarta Era doveva sorgere come epoca destinata al Dominio degli Uomini, poiché molti dei pochi Elfi rimasti nella Terra di Mezzo erano salpati verso le terre beate ad Occidente al termine della Guerra dell'Anello. Col passare dei primi decenni, tuttavia, una nuova ombra sorse ad oriente. Un nuovo Oscuro Signore tornò a minacciare i Popoli Liberi della Terra di Mezzo. Le popolazioni orientali caddero sotto la sua influenza malvagia. Quelle dell'Harad si opposero in un primo momento, finendo però anch'essi inglobati nel nuovo baluardo delle forze del male, il Nero Impero includente le terre di Mordor, del Rhûn e dell'Harad. Innanzi a questa nuova minaccia, gli Elfi furono rimandati nella Terra di Mezzo a ripopolare i loro boschi, con la missione di aiutare gli Uomini liberi a compiere il loro destino. I regni di Gondor e di Rohan rinforzarono le già salde alleanze, forgiando fronte comune che si opponesse all'ombra ad Oriente. A nord-ovest, invece, le genti dell'Eriador fondarono un reame di Uomini nel quale confluirono anche Nani ed Elfi, donando ad esso il nome di Arnor. Una nuova Era, vecchi e nuovi assetti politici, l'eterna opposizione tra le forze del bene.e del male.

2.Descrizione
Gli Uomini sono la razza più numerosa in assoluto nella Quarta Era e forse la più varia ed eterogenea per quanto riguarda l'aspetto fisico. È doveroso premettere che la parola "Uomini" rappresenta la razza umana nella sua interezza, mentre il termine "uomini" scritto con la minuscola può riferirsi solo ad un gruppo di individui di sesso maschile. L'eterogeneità della razza rende impossibile enucleare delle caratteristiche fisiche comuni a tutti gli Uomini. Ogni stirpe ha dei tratti somatici e fisici prevalenti, sovente distinguendosi nettamente in questo dalle altre. Dicasi lo stesso per altezza, corporatura, carnagione ed affini. Si può solo annoverare come caratteristica comune a tutti gli Uomini la loro mortalità, come aspetto intrinseco nella razza, e il loro essere potenzialmente esposti a malattie e a debolezze fisiche del corpo dettate dal trascorrere degli anni.


Personalità

Gli Uomini, diversamente dagli Elfi, sono mortali e anche rispetto ai Nani hanno una vita assai breve. Conducono la loro breve esistenza con un ardore ed una passione ignoti alle altre razze.
Molti Uomini, dato la brevità della loro vita, sono soliti essere impulsivi, agendo d'istinto piuttosto che premeditando le loro mosse. I sentimenti e le emozioni giocano un ruolo fondamentale negli Uomini, i quali spesso e sovente si fanno immediatamente ed inevitabilmente influenzare da essi. Ciò determina come alcuni esponenti di questa razza siano lesti all'ira, mentre altri alla manifestazione del dolore emotivo. Parimenti, capita che si facciano dominare dalle proprie emozioni, spesso venendo sopraffatti dalla paura, dal terrore, dall'odio, dalla felicità e quant'altro.
Tutto questo essere assai diretti e non ponderati è considerabile come conseguenza del loro avere una vita breve e a tempo finito, che li esorta spesso a dare il meglio ed il peggio di sé senza operazioni di mediazioni e ponderazioni.
Molti di essi san dimostrarsi allegri e felici, godendosi la propria limitata esistenza all'insegna di attitudini e comportamenti positivi, socializzando vicendevolmente e in alcuni casi con altre razze. Altri, invece, tendono a dimostrarsi egoisti e menefreghisti verso i problemi altrui, proprio in nome della loro vita breve, che li porta a considerare inutile spenderla per le necessità di altri.
Così come le emozioni giocano un ruolo di dominio sulla personalità e sulla natura umana, anche l'ambizione è un fattore importante per descrivere la razza umana. Moltissimi, infatti, sono gli Uomini che agiscono in virtù delle proprie ambizioni, siano esse positive e pure, quanto negative ed immorali. Ciò fa si che alcuni vivano con onore e lealtà all'insegna di ideali e valori, pronti anche a gesti estremi per le proprie cause. D'altro canto, vi sono altresì Uomini che si dimostrano facilmente corruttibili anche tramite mezzi immorali per perseguire i propri scopi e le proprie ambizioni, non ultima tra queste la ricerca del potere. Anche per quanto attiene comunque la personalità, ciascun Uomo è influenzato di norma dalla propria stirpe, che si radica in egli con particolari atteggiamenti culturali ed abitudinari i quali non di rado plasmano o formano parte del carattere dell'individuo.


Culto

Col passare delle ere, la maggior parte degli Uomini è andata sempre più allontanandosi da rapporti di dedizione e rispetto nei confronti dei Valar. Questi ultimi sono infatti, per i più, entità misteriose e sconosciute, verso cui gli Uomini rivolgono disinteresse o timore. Ciò implica il fatto che la razza umana meno rispetti se paragonata ad altre l'ordine del creato originatosi dalla Melodia degli Ainur. Senza troppi indugi e scrupoli gli Uomini hanno più volte deturpato l'armonia del creato, manipolando gli ambienti in cui risiedono con le costruzioni, città e sfruttamento delle risorse primarie, poco badando al rispetto della natura circostante. I più dunque nella Quarta Era agiscono ignorando l'esistenza dei Valar o venerando forze ed entità più riconducibili all'ambito dei fenomeni naturali, rispetto al campo del divino vero e proprio. Solo pochi Uomini possono dirsi conoscitori di alcuni profili dei Valar, principalmente alcune cerchie ristrette delle stirpi più progredite (Dùnedain e Numenoreani Neri).

3.Bonus è Malus

4.Relazione Altre Razze
Se tendenzialmente le altre razze hanno comunque forti caratteri identitari comuni, il fatto che così non sia per gli Uomini rende il discorso delle relazioni con le altre razze assai generico e potenzialmente suscettibile di ribaltamenti rispetto alla norma, caso per caso, a seconda di quale sia l'individuo. La stirpe di appartenenza è ad esempio uno, ma non solo, dei fattori che filtrano il rapporto tra gli Uomini e le altre razze. Sovente poi, i rapporti interni sono vari e anche contrastanti, a seconda che si raffrontino individui di una stirpe con quelli di altre stirpe umane.

Elfi: nei tempi antichi l'amicizia tra Uomini ed Elfi era forte innanzi alla minaccia comune. Con il trascorrere delle Ere, tuttavia, questo rapporto è andato offuscandosi se non in alcuni casi perdendosi. La maggior parte degli Uomini vede infatti gli Elfi come esseri misteriosi, verso cui riserbano in certi casi vero e proprio timore, così come gli Immortali tendono a sminuire il valore della razza umana, decaduta nel corso del tempo. Ciononostante, rimane comunque il fatto che alcuni Uomini, perlopiù Dùnedain, hanno saputo mantenere buoni rapporti con gli Elfi, spesso sfociati in veri e propri supporti reciproci in situazioni di disagio. Le stirpi umane legate all'Oscuro, ovviamente, non hanno alcun rapporto con gli Immortali che non sia conflittuale, così come altre stirpi nutrono un timore che alle volte sfocia in una sorta di paura tale da rendere ardui dei contatti profondi tra le due razze.

Nani: normalmente i rapporti tra Uomini e Nani si limitano all'ambito commerciale o proprio non sono segnalabili, tant'è che innanzi a primi incontri di Uomini con i Nani, ai primi essi appaiono strani, brutti e goffi nell'aspetto fisico. Tuttavia vi sono anche fiorenti esempi di collaborazione tra le due razze, in particolare nel caso della convivenza nanica e umana nel regno di Arnor e tra le città umane di Dale ed Esgaroth e l'insediamento nanico ad Erebor, ove spesso le lame degli Uomini han combattuto al fianco delle asce dei Nani contro nemici comuni. Inesistenti invece, salvo in chiave di conflitto e inimicizia, i rapporti tra i Nani e le stirpi umane più legate all'Oscuro.

Orchi: la maggior parte degli Uomini prova diffidenza, se non anche vero e proprio odio verso la razza degli Orchi, ben consci dalla loro malvagità d'animo. In alcuni casi tuttavia son sorti rapporti di collaborazione tra le due razze, soprattutto da parte di Uomini appartenenti a stirpi tendenzialmente malvage (Haradrim, Corsari, Numenoreani Neri, Esterling e Dunlandiani), pur sempre all'insegna esclusiva della semplice collaborazione, senza che nascessero veri e propri rapporti di stima o tantomeno amicizia.

Uruk-hai: gli Uomini odiano gli Uruk-hai, condannandone la brutalità e l'immoralità e trovandosi sovente in conflitto con essi. Ciononostante alcuni predoni, corsari o Uomini originari delle province del Nero Impero non hanno avuto scrupoli a coalizzarsi con i terribili Uruk-Hai per tutelare i propri interessi.

Hobbit: gli Uomini tendenzialmente non conoscono la razza Hobbit, perlomeno quelli che hanno sempre vissuto nelle contrade meridionali della Terra di Mezzo, inconsci dunque dei Mezzuomini e della loro esistenza. Distinta situazione è quella degli Uomini vissuti o abitanti delle terre a nord vicino alla Contea, che hanno avuto modo di conoscere questo popolo, apprezzandone, malgrado pregiudizi di partenza dovuti probabilmente alla statura dei Mezzuomini, l'allegria e la vivacità di cui essi son dotati e stringendo dunque in alcuni casi legami di amicizia e collaborazione, in altri agendo proprio per proteggere il popolo della Contea anche a loro medesima insaputa. Di norma però gli Uomini mostrano scarsa conoscenza degli Hobbit, sottovalutandone enormemente il grado di coraggio intrinseco che i Mezzuomini sanno sguinzagliare in casi estremi e considerandoli dunque alla stregua di pacifiche genti festose e gioiose.

Mezzelfi: gli Uomini di norma non riescono a distinguere prontamente i Mezzelfi, vuoi per la netta somiglianza fisica, vuoi per l'indole di alcuni di questi molto vicina a quella umana. A causa inoltre della natura diplomatica dei Mezzelfi, gli Uomini tendono ad avere con essi buoni rapporti, di intesa e rispetto reciproco, se non anche in alcuni casi di vera e propria collaborazione per conseguire interessi comuni o nei casi in cui condividano in parte l'appartenenza ad una medesima stirpe.